Il lavoro sulla positività - la via del “reale” –

Cercate di fare vostre le qualità che vi mancano, non punitevi a causa della vostra negatività, noi lavoriamo con la positività e l’amore.
Non ci interessa in alcun modo la negatività, questo perché non basterebbero cento vite per ripulirsi dalle impurità. Aumentate la luce in voi.”  DDY
Favorire lo sviluppo integrato dell’essere, compito primario, come da ragione sociale, della nostra Associazione  e dei soci che la compongono, significa operare in tutti i campi: personale, familiare, professionale e socio/ambientale, al fine di promuovere la positività e il potere terapeutico ed evolutivo dell’Amore. Da dieci anni è ciò che abbiamo cercato di fare attraverso seminari, convegni, conferenze e pubblicazioni. E’ per questo che nel decennale di fondazione mi è venuta la voglia di definire nei dettagli cosa significa concretamente lavorare al positivo e promuovere la positività  a livello fisico, emotivo, cognitivo, a livello di coscienza e di azione.
La mente minore comprende meglio un concetto attraverso processi di comparazione, quindi ci sarà più facile comprendere la positività esplorando  a fondo la negatività, il suo opposto.
Nella pratica clinica della metodologia Human Quality Improvement, che viene utilizzata nel nostro Centro di Salute Integrata ad Udine, abbiamo verificato che ciò che determina la buona qualità dei processi vitali, rigenerativi ed evolutivi del vivente, dalla monocellula in su è, in sintesi: NUTRIMENTO CORRETTO – EVACUAZIONE CORRETTA. Decondizionarsi, depurarsi, su tutti i piani da ciò che inquina, intossica, avvelena soma e psiche, e ricercare ciò che per ognuno rappresenta “cibo che nutre ed acqua che disseta veramente”, cioè ciò che ci fa realmente stare bene.
“Medicina significa aiutare la gente ad ottenere ciò che nella vita è buono” Bear Heart, Uomo Medicina Navajo.
Il progetto integrativo sia in chiave terapeutica che educativa, si dedica a selezionare quei nutrienti, in chiave organica, psichica ed esistenziale che apportano salute, felicità, armonia e che ci allineano con i ritmi e le frequenze più sane e naturali per noi.
Anche in ambito psicologico, infatti, è importante depurarsi e decondizionarsi. Così come un corpo teso ed intossicato influenza gli umori e gli stati psichici, è anche vero che emozioni, pensieri e relazioni disfunzionali, possono essere tossici per l’anima e per il corpo, veri e propri VIRUS PSICHICI e vanno riconosciuti con precisione. Ma ancor di più è utile sapere come sviluppare positività.
Se sono in una stanza buia e sono stufo dell’oscurità e desidero la luce, non serve combattere il buio, odiarlo, temerlo, colpevolizzarsi a causa del buio. Così facendo resterei sempre avvolto dall’oscurità ma carico di stati d’animo negativi.
“L’obiettivo del male è di farti scendere al suo livello anche solo per combatterlo.” F. Kafka
Educati da una cultura maschilista e belligerante, abbiamo rinforzato anche nel mondo terapeutico l’idea che il male si sconfigge combattendo, lottando, essendo forti e determinati nell’eliminarlo, nel distruggerlo.
Molte procedure terapeutiche mediche e psicologiche attuali (dalla radio, alle chemioterapie fino ad arrivare agli psicofarmaci), sono basate sul principio di “dare contro” alla negatività. Ma il Signore Gesù Cristo ci ricordava di amare perfino il nostro nemico e che spesso la forza dell’amore è molto più potente e taumaturgica di quelle dell’odio, del conflitto e della paura.
Cerchiamo ora di definire in maniera semplice e sintetica cosa significa negatività e positività sui vari piani.

A LIVELLO ORGANICO - Sul piano cellulare ed ematico si può definire negatività: tensioni, stasi, tossine, veleni, squilibri nel sistema acidità/alcalinità. Si può definire l’eccesso di acidità a livello dei liquidi intra ed extra cellulari un vero e proprio elemento primario alla base di diverse patologie.
Il terreno fisiologico umano è costituito al 70% da liquidi organici, in cui tutte le cellule e gli organi sono a bagno per tutta la vita. Il sovraccarico di tossine o la carenza di nutrienti essenziali può provocare  seri danni al nostro organismo. Come in ogni situazione che riguardi lo stato liquido, una cattiva circolazione, la stasi o l’inquinamento dei fluidi porta stagnazione, malattie, morte.
La carenza di ossigeno, l’eccesso di anidride carbonica nel sangue sono un elemento fondamentale di intossicazione organica e di acidificazione del terreno. Ecco quindi la necessità di operare al positivo nel concreto selezionando i nutrienti corretti a livello alimentare, depurandosi bevendo molta acqua, facendo una corretta attività motoria, ma specialmente imparando a respirare e ad ossigenarci correttamente e imparando a rilassarci profondamente. Questa è positività reale.

Sul PIANO EMOZIONALE, possiamo riconoscere emozioni, stati d’animo e sentimenti che nutrono e altri che intossicano. Il programma che in Associazione proponiamo sull’educazione all’intelligenza emotiva si occupa proprio di insegnare a riconoscere le diverse emozioni e l’effetto che producono su di noi. Quando vivo uno stato d’animo, qualunque esso sia, dovrei sempre domandarmi: Mi serve? Mi fa stare bene? Mi toglie  o mi da energia? Mi rafforza o mi indebolisce? Come ho fatto a crearlo?
Si può ipotizzare una scala di emozioni utili, sane e benefiche, e una di emozioni parassite, tossiche, velenose.
Alcune regole base sono: possono essere classificate negative tutte quelle emozioni che preferirei non sentire, non mostrare e che mi creano disagio, o che giudico negativamente negli altri.
Gran parte di quelle che chiamo emozioni parassite però sono virtuali: legate al passato, al futuro o alle fantasie soggettive. Una inutile cinematografia autogena e distruttiva, originata da pensieri ma che produce sensazioni reali. Esempio: rancori, risentimenti, preoccupazioni, paranoie, colpevolizzazione, vergogna, etc..
Negare, rimuovere o reprimere costantemente certe emozioni, o coltivarle incessantemente rimanendo a lungo coinvolto in emozioni negative intense, è anche estremamente logorante e dannoso, specie a livello corporeo.
Scegliere di coltivare le qualità del cuore, alimentare i sentimenti più elevati ed imparare ad integrare e fare pace velocemente con le emozioni più negative, evitando di entrare in conflitto con la nostra sensibilità emotiva senza però esserne dominati, significa operare concretamente sulla positività.
Il nostro cuore, come un vaso, una coppa, bisogna saperlo svuotare e ripulire dai pesi delle emozioni più negative, alleggerirlo per vivere più a “cuor leggero” e sapere come riempirlo di luce, pace, amore, gioie e gratitudine.

A livello dell’INTELLETTO potrebbe apparire semplice definire il “pensiero positivo” e quello negativo, anche se poi l’eccellenza nella selezione dei pensieri a cui dedicare attenzione e quelli invece da non alimentare, è complessa da perseguire.
Come il cibo anche il pensiero o nutre o intossica. Non solo il contenuto ma anche la forma, il modo in cui costruiamo le nostre rappresentazioni interiori, influenza le nostre reazioni emozionali e fisiologiche. La Programmazione Neurolinguistica, una scuola americana di psicoterapia, studia da anni il linguaggio macchina più corretto per il rendimento ottimale ed il miglioramento della qualità della vita degli essere umani.
Peter Pan riusciva a volare perché sapeva costruire pensieri felici, e dato che passiamo gran parte del tempo dedicando attenzione più alla realtà virtuale costruita dai nostri pensieri che al reale oggettivo e presente, essere in grado di selezionare i film che ci costruiamo ed orientarli al positivo è estremamente importante. Come lo è ancor di più la capacità di spegnere il “mentale” ed aprirsi al reale. Possiamo imparare a diventare più adulti, cioè smetterla di lasciarci suggestionare da ricordi o fantasie, o se proprio vogliamo la suggestione, impariamo a farla in modo positivo (ideoprogrammazione).
Per questo il lavoro con la respirazione consapevole è fondamentale per schiarire la mente ed orientarla ad una maggiore presenza attraverso un risveglio sensoriale.
Molte delle nostre rappresentazioni interiori sono automatiche, non le scegliamo (pensiero passivo lo definiva C.G. Jung), ma certamente abbiamo il 100% di possibilità di scegliere quali pensieri coltivare a quali dire “no grazie”, sostituendoli con file più nutrienti.
In particolare è importante imparare a selezionare con attenzione i pensieri relativi a noi. Ogni IO SONO con definizione a cui ci fissiamo tende a cristallizzarmi e a costruire la nostra autovalutazione profonda, la nostra identità e il nostro valore. “Poniti dei limiti ed essi ti apparterranno”
Essendo che la coscienza non distingue un’esperienza reale da una fortemente immaginata, come esemplifica l’esperienza di un incubo, si può apprendere come programmarci costruendo rappresentazioni interiori positive, vincenti ed automotivanti di noi e dei nostri atteggiamenti migliori che vogliamo potenziare.
“Non giudicate se non volete essere giudicati; poiché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati, e con la misura con la quale misurerete, sarà misurato a voi.” Matteo 7-1.
La positività psichica si allena anche nella neutralità, l’assenza di giudizio, la capacità come affermava Einstein di tenere gli opposti uniti il più a lungo possibile. Sviluppare elasticità intellettuale nel cambiare i contesti e le attribuzioni di significato che diamo alla realtà, cercando l’utile, il positivo, il dono, la lezione che c’è in ogni esperienza, significa operare attraverso quello che all’I.S.P. chiamiamo “attitudine integrativa”, cioè il potere della saggezza dell’amore, creando così positività, obiettività e saggezza.

PIANO DELLA COSCIENZA- In questo ambito i due opposti si possono definire: addormentamento, reattività, automatismi, o risveglio della coscienza, della consapevolezza di sé, della propria presenza e padronanza di sé.
Oltre a ciò, su questo piano è necessario alimentare un’ “intenzione consapevole e positiva” di praticare deliberatamente ciò che alimenta la concretezza e la positività su tutti gli altri piani e scegliere di rifiutare l’alleanza con l’oscurità, l’ombra: BUONA-VOLONTA’ e INTEGRA-AZIONE.

Queste sono, secondo la psicologia integrativa, le basi di qualsiasi attività terapeutica, educazionale, e di crescita personale che proponiamo sia in Associazione che nel Centro di Salute Integrata di Udine.
Positività, concretezza, lavoro sulla globalità, autodeterminazione, amore; per nutrire il Nostro omino giallo, l’essenza, il vero Sé, semplicemente.
A questo si aggiunge poi il PIANO DELLA REALIZZAZIONE nel reale dei nostri sogni, desideri, talenti; la capacità di raggiungere i nostri obiettivi e di impegnarci per i nostri ideali, come insegnamo al SUN.
In tutto questo possiamo diventare attivamente dei protagonisti ricordandoci sempre che “la negatività è spontanea, la positività richiede impegno, attenzione e dedicazione”.
Nel prossimo numero vorrei esplorare un altro ambito importante di ricerca della positività e dell’amorevolezza: le relazioni interpersonali.

Dott. Gianluigi Giacconi - Psicologo -




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