Educazione Emozionale del bambino
di Barbara Monaco


Parlare di emozioni è sicuramente la cosa che prediligo maggiormente, soprattutto considerando che lavorando con i bambini è un lato imprescindibile con cui ho a che fare ogni giorno.

Quando entro con i bambini in sala di psicomotricità, porto attenzione prima di tutto alle loro manifestazioni emotive in quanto mi permetto di accedere ai loro pensieri ed ai loro vissuti; come stanno, come è andata la settimana, come si sono relazionati con gli altri e che cosa provano nei confronti delle insegnanti e dei genitori.

 

Oggi come oggi, l’educazione emozionale non è ancora considerata una parte così importante dell’essere umano, ma si porta più attenzione ai vari comportamenti che causano disagi sia in famiglia che in società, senza comprendere quali emozioni spingano un bambino o un adulto a comportarsi in quel determinato modo.

 

Le emozioni, invece, sono la chiave per migliorare non solo la propria vita, ma anche per un miglioramento della società odierna.

Dal mio punto di vista non bisognerebbe chiedersi “in che mondo lasciamo i nostri figli”, ma “che figli lasciamo al mondo”.

 

Aumentare l’autoconsapevolezza del nostro stato emotivo, ci porta a controllare più efficacemente i nostri sentimenti negativi, a conservare il nostro ottimismo, ad essere perseveranti nonostante le frustrazioni, di cooperare e di stabilire legami sociali, solo così otterremo un futuro più sereno.

 

Bisogna imparare a stare bene, a prendersi cura di sé, a volersi bene.

 

Lo scopo del mio lavoro è offrire strategie per costruirsi una vita migliore, affrontare le situazioni difficili, stare bene con gli altri. Dobbiamo imparare a leggere accuratamente le emozioni degli altri, metterci nei loro panni e sviluppare l’empatia (capacità di comprendere e percepire l’emozione dell’altra persona), comunicare autenticamente (sincerità) e collaborare in gruppo, frenare i fraintendimenti, contenere i conflitti, aiutare gli altri nei momenti del bisogno.

 

Pensate, dunque, quante cose si possono migliorare con la conoscenza e la consapevolezza delle nostre emozioni.

 

Un aspetto importante da ricordare è che i bambini imparano ciò che vivono; quando un genitore urla o picchia il figlio gli insegna a scaricare la rabbia sugli altri; quando lo giudica mentre combina un guaio, magari dicendogli che è cattivo, gli insegna a giudicare sé stesso e gli altri, abbassando la stima di sé stesso; quando gli dice che è stupido, il bambino se ne convincerà e si muoverà nella sua vita credendo di essere stupido e di non poter ottenere o desiderare.

 

Nell’epoca in cui viviamo siamo inondati di giudizi e per questo restii ai cambiamenti e con la paura del giudizio degli altri; invece aprendo il nostro canale emotivo abbiamo tutto il necessario per diventare persone forti, collaborative e felici, imparando a gestire le emozioni che ci tolgono energia, legate a pensieri negativi, e nello stesso tempo far riaffiorare emozioni che ci danno gioia e leggerezza coltivando nella nostra mente pensieri positivi che ci rafforzano.

 

Come disse Aristotele:” Il problema non risiede nello stato d’animo in sé, ma nell’appropriatezza dell’emozione e della sua espressione”. Il punto è portare l’intelligenza nelle nostre emozioni e di conseguenza, portare la civiltà nelle nostre strade e la premura per l’altro nella nostra vita di relazione.

 

 

 

 

 

 

 

 




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