L’arte psicomotoria come strumento di sostegno per lo sviluppo integrato della famiglia nell’ambito delle adozioni

La psicomotricità è una disciplina che prende in considerazione l’essere umano nella sua globalità; l''obiettivo principale è quello di permettere l’integrazione armonica degli aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali e cognitivi. Ad ogni età evolutiva di un bambino corrisponde un’evoluzione delle sue capacità motorie, rilevando, quindi, lo stretto rapporto che lega ogni risposta motoria ad una risposta psichica.
L’anno scorso ho avuto l’opportunità, in Veneto, di seguire un programma psicomotorio rivolto alle famiglie con bambini adottati.
Entrando per la prima volta a contatto con questo tipo di realtà, mi sono sentita totalmente partecipe alle difficoltà ed alle emozioni che i genitori ed i bambini provavano ogni giorno nella loro relazione. Essere genitori non è facile, bisogna volerlo fortemente e questo è dimostrato in particolar modo in queste famiglie e da questi genitori.
La cosa che mi ha colpito è stato proprio l’amore che si respirava all’interno della sala durante le attività e l’apertura di cuore che i genitori dimostravano nel mettersi in gioco esprimendo i propri sentimenti, le proprie difficoltà e le proprie paure. Ero pervasa da un grandissimo rispetto per queste persone ed è per questo motivo che ho preso la consapevolezza che portando questo tipo di progetto in Friuli presso il Centro di Salute Integrata a Udine, avrei potuto contribuire nel fare in modo che anche a questi genitori ed a questi bambini fosse data l’opportunità di scoprire, in modo leggero e giocoso, le risorse ed i talenti necessari per rafforzare il loro legame familiare. Il lavoro di un genitore è costruttivo solo se si è pronti ad accettare i propri limiti, come qualunque altro genitore, e a chiedere aiuto quando vi sono cose e situazioni che non si comprendono.
La psicomotricità, oltretutto, è utilizzata come strumento per il superamento dei traumi avvenuti nella vita d’ogni essere umano partendo proprio dal trauma di nascita. Quindi questo metodo di lavoro per le famiglie con bambini adottati è due volte più efficace poiché essi rinascono due volte; infatti, a questi bambini, viene data una seconda opportunità di vita all’interno di un nuovo nucleo familiare. Loro hanno bisogno di rivivere quei passaggi naturali che gli sono stati negati, come ad esempio tenerli in braccio, perché questo messaggio corporale esprime: “Così come sei, io ti accetto”. Ecco perché l’importanza del gioco è vista come strumento utile per raggiungere  una maturazione psicomotoria adeguata.
Spero che quest’articolo possa aprire un’opportunità per il miglioramento della vita familiare nella realtà di tutti i giorni e che le famiglie con adottati abbiano l’occasione di essere ascoltati, sostenuti ed accompagnati nella loro nuova realtà per l’inizio di una nuova vita insieme ai loro bambini.


Barbara Monaco
psicomotricista

 




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