LE PAURE DEI BAMBINI

Spesso i genitori mi chiedono dei suggerimenti su come fare quando, il loro piccolo prova paura. Ci tengo a fare delle premesse, prima di parlare delle tipiche paure dell’infanzia.
Prima premessa: le paure dei figli, rispecchiano le paure dei genitori.
Seconda premessa: l’atteggiamento di fronte alla paura del figlio, dipende da come io genitore ho rielaborato tale emozione (essendo chiaro che se abbiamo risolto tali sentimenti, sarà più facile spiegare al bambino come fare, nel secondo caso, invece, potremmo ritrovarci spiazzati, oppure non capire, minimizzare e non riuscire a calmare l’angoscia del piccolo).
Infatti la prima paura, che i bambini sperimentano tra il primo e il terzo anno di età è quella della separazione e della possibile perdita dei genitori. Al momento della nascita, un piccolo viene separato, talvolta in modo drammatico, dalla madre e nel periodo che segue, dovrà più volte sperimentare la minaccia di stare solo. Un po’ alla volta il bambino imparerà che i genitori ritornano e che si prenderanno cura di lui.
Ma ecco che, risolto ciò, dalla sua mente, nascono nuovi pericoli.
Nei primi giochi dei bambini di due anni, i cubi delle costruzioni, diventano dei leoni e può capitare che un coccodrillo si nasconda sotto il letto. Il bambino percepisce il leone come reale, ma per fortuna ai suoi occhi, anche i genitori appaiono tanto forti, da poter prendere il leone, o il coccodrillo e scacciarlo. Via via che cresce, tende ad immedesimarsi nelle paure dei genitori e un bambino in età scolare, che percepisce attorno a sé, problemi come la disoccupazione, l’inquinamento, la crisi economica, non può essere consolato, con un semplice va tutto bene.
Terza premessa: quando si parla di paura, è importante interrogarsi, almeno una volta, su quali sono i contrari di paura; un termine adatto è FIDUCIA. I bambini hanno fiducia nei propri genitori. CALMA, che ci aiuta ad avere fiducia nella nostra forza e nella vita e il piacere di ESPLORARE, intesa come esperienza dell’energia del il proprio corpo.
Sulla base di queste premesse possiamo fare un elenco delle tipiche paure dei bambini:
1. le paure che i genitori non capiscono.
2. Le paure che riguardano il corpo.
3. La paura di streghe e stregoni.
4. La paura degli incubi.
5. La paura di restare soli.
6. La paura della morte.
7. La paura dell’asilo, della scuola.
8. La paura della separazione dei genitori.
9. La paura della guerra e delle catastrofi ambientali.

 

 1. Le paure che i genitori non capiscono

Talvolta i bambini, in tenera età, che non parlano ancora, hanno paure che i genitori non comprendono e  che forse neppure i bambini stessi capiscono, ma che semplicemente avvertano. Proprio quando non sappiamo di che cosa e perché un bambino ha paura è IMPORTANTE che esso avverta la nostra VICINANZA..
Un bambino quando è in preda a questo sentimento, ha bisogno di sentirsi, protetto. Proprio qui, il linguaggio del corpo assume una valenza, importantissima: ATTRAVERSO IL NOSTRO CORPO, POSSIAMO DARE TUTTO IL CALORE, L’APPOGGIO E LA SICUREZZA, DI CUI I NOSTRI FIGLI HANNO BISOGNO.


2. Le paure che riguardano il corpo

Un bambino in tenera età, non può comprendere, ne spiegare, i processi che avvengono dentro o fuori il nostro corpo. Le trasformazioni fisiche, possono fargli paura. Nella mia esperienza ho incontrato bambini “disperati” perché gli erano stati tagliati i capelli oppure, bimbi che quando facevano i propri bisogni fisici, urlavano come se qualcosa del loro corpo si fosse perso.
I processi di sviluppo, richiedono tempo e pazienza da parte dei genitori!
Anche la vista del sangue può spaventare un bambino piccolo. Alla sensazione di dolore, si aggiunge la sensazione di perdere, di lasciare gocciolare qualcosa. Ecco perché i cerotti, funzionano, anche quando da un punto di vista medico, non sono necessari. Comprensibile è la paura dei medici, specialmente se questi una volta hanno fatto provare dolore. ( suggerisco, di cercare pediatri o medici, che oltre ad essere professionalmente capaci, sappiano mettere a proprio agio il piccolo cliente e abbiamo un sano senso dell’umorismo.) Inoltre è fondamentale, che i genitori, siano onesti. Non è sano dire ad un bambino che deve essere operato, oppure vaccinato “vedrai non ti farà male”, per il semplice fatto che farà male! La conseguenza di questo atteggiamento da parte degli adulti, può portare il figlio a non fidarsi dei propri genitori. Importante è il linguaggio da usare: termini come vaccinazione o iniezione, non sono comprensibili ad un bimbo piccolo, ma se gli direte “ sentirai un piccolo pizzicotto”oppure “il medico ti addormenterà il dente” il bimbo capirà. 

3. La paura di Streghe e stregoni

In queste situazioni, si usa ricorrere alla frase “i fantasmi non esistono” invece i fantasmi esistono, rappresentano tutto ciò che ci fa paura e che non riusciamo ad individuare con chiarezza e a cui non riusciamo a dare un nome. Alla paura degli spettri è legata la paura del buio. Il buio significa perdita di orientamento, trasformazione degli oggetti della vita quotidiana, l’armadio diventa gigante, le tende prendono la forma di un mostro…. Al buio tutto diventa diverso e quindi è normale che un bimbo provi paura.
Una graziosa luce da comodino , una torcia tascabile, da mettere accanto al cuscino, possono essere d’aiuto perché i fantasmi spariscono quando si accende la luce, “quando facciamo luce” su una determinata situazione. Se un bambino sente che la sua paura viene presa sul serio e gli si fa vedere che i fantasmi non ci sono (qui sotto il letto c’è il fantasma?!andiamo a vedere un po’?!) prima o poi la paura scomparirà. Una delle mie paure di bimba, era che infondo al letto, sotto le coperte, ci fosse uno scorpione, allora avevo escogitato un metodo, che era quello di mettere la mia povera gatta, sotto le lenzuola perché andasse a controllare!!! Questo mi tranquillizzava. Al tempo, non avevo il coraggio di raccontare ai miei genitori della mia paura, ma se fossi stata derisa, credo che tuttora continuerei ad avere paura degli scorpioni. Prendete sul serio le paure dei bambini!
A volte i fantasmi, possono rappresentare delle emozioni o sentimenti vissuti durante la giornata e giudicati negativamente e che si tentano di rimuovere. In questo caso è importante, insegnare al bambino ad accettare le proprie emozioni di rabbia, odio, aiutandolo ad esprimere ciò che sente. Oltre a spiegare ai propri figli che al buio tutto sembra diverso è importante, aiutarli a capire come liberarsi dei mostri e a sentirsi incoraggiati. Allora si possono creare dei piccoli giochi: regalargli la lampada magica scaccia fantasmi, oppure tutta la famiglia partecipa al gioco acchiappa il fantasma: chiudete le tapparelle, munitevi di torce e di un bastone e andate in giro, in cerca di fantasmi!!è molto divertente, sia per gli adulti che per i bambini!!
                                                                   

4. La paura degli incubi

Anche i sogni, quelli brutti, possono spaventare i bambini. I piccoli che ancora non sanno parlare, vogliono solo essere presi in braccio ed essere tranquillizzati. Sentirsi tra le braccia di papà o mamma, da sicurezza e fiducia. Ai bambini più grandi, si può spiegare che quanto viene vissuto in un sogno, non è cosi terrificante. I sogni sono uno spazio fatto di immagini, che rappresentano il più delle volte eventi successi durante la giornata e quindi possono essere sogni di evacuazione, cioè mi libero da ciò che non ho digerito. Ad un grandicello, si può spiegare che cosa fare quando ci si risveglia da un incubo: guardarsi intorno, prendere contatto con la realtà (questa è la mia camera, il mio letto… alzarsi, andare in bagno). È importante abituarsi a raccontare i sogni, infatti, a volte, quando si è fatto un brutto sogno la mattina ci si alza un po’ straniti. Personalmente ho imparato , una volta capito il messaggio del sogno, a cambiare il finale e vi garantisco che funziona!


5. La paura di restare soli

La paura di restare solo, la paura della morte di sé o dei propri genitori, sono sentimenti che appartengono al cucciolo umano. Sono paure comprensibili, nel momento che il bambino si rende conto che senza i suoi genitori,sarebbe in pericolo la propria esistenza! L’attaccamento alla madre, nei primi anni di vita, è legato alla sopravvivenza. In seguito il piccolo sperimenterà il primo distacco dalla famiglia, con l’entrata in asilo e più volte nel corso della vita, questa sensazione comparirà. I passaggi per fare in modo che il proprio figlio acquisti sicurezza è offrirgli tutti i mezzi e gli strumenti per fare l’esperienza della crescita, attraverso i piccoli passi, che lo possono condurre a vivere il distacco, con orgoglio e non sofferenza!L’entusiasmo della conquista, cioè l’essere felice di essere riuscito a raggiungere un obiettivo, come andare ad un campo estivo, o essere entrato senza piangere all’asilo, sono esperienze che lo renderanno soddisfatto e grande. Nel gioco del cucù, o dov’è la mamma (0-2 anni) e poi nascondino, si trasmette al bimbo, il primo passo nel vedere che il genitore, prima c’è, poi scompare ma torna. Questa è la sicurezza che va trasmessa! Abituarsi alla separazione è un processo graduale. Invece, se prendiamo in considerazione i bambini in età scolare, che sanno che i genitori vanno a lavorare, rientrano ad una certa ora..alla domanda questi possono essere lasciati da soli a casa?? La risposta è a seconda delle condizioni, a volte un fratello o una sorella maggiori, o un cane, possono aiutare a vincere la paura. Inoltre, i genitori devono essere tranquilli e i bambini,è importante sappiano usare il telefono e sappiamo come comportarsi,in caso di pericolo o bisogno.

6. La paura della morte

La prima volta che un essere umano sperimenta la morte è quando dalla vita intra-uterina, passa alla vita terrena. Il momento della nascita può essere visto come un cambiamento. La morte è dal mio punto di vista,una trasformazione, che è presente ed evidente nella natura : osserviamo il passaggio dal giorno alla notte, le stagioni, le foglie che cadono…in quanto legati al pianeta gaia, siamo legati anche ai suoi cicli. Fare notare ad un bambino, la ciclicità della vita e della trasformazione, può aiutarlo a comprendere l’esistenza, in quanto essere umano.
A volte può capitare che in una famiglia, si viva un lutto, questo è il momento migliore,per affrontare il tema della morte. Accettare il lutto del proprio figlio e aiutarlo a rielaborarlo è compito del genitore. Ognuno di noi ha bisogno di tempo, per rielaborare una perdita. Un lavoro concreto come dipingere o modellare, può essere d’aiuto. Ad ogni modo suggerisco, vivamente, ai genitori, di approfondire questo tema prima di trovarsi ad aiutare il proprio figlio in tale situazione.

7. La paura dell’asilo, della scuola

La maggior parte delle persone ha paura dei cambiamenti, quindi è naturale che un piccolo di tre anni, al suo primo giorno di asilo magari provi un po’ di timore. Infatti oggi esiste, la fase dell’inserimento, che ha la funzione di abituare gradualmente al distacco. Ma se un bimbo dopo uno o due mesi, ha ancora molta paura, è bene cercare di scoprire le ragioni. È necessario porsi delle domande: che cosa ne pensa l’insegnante? E voi cosa ne pensate? Che cos’è che lo spaventa?forse il momento del pasto, non è gradito?? Da un certo punto di vista, la paura del bambino è sempre giustificata.

8. La paura della separazione dei genitori

L’esperienza della separazione è difficile per qualsiasi bambino, cosi come, vivere in una famiglia dove i genitori litigano spesso e non si parlano.
La paura della separazione incomincia quando si avverte nell’aria che qualcosa non và tra i genitori. I bambini pensano come conseguenza, che l’amore non sia una base molto stabile. Spesso si sentono responsabili e fanno di tutto per essere “bravi” in modo da riparare al danno, oppure si ammalano più facilmente, o diventano particolarmente agitati. In questi casi, i genitori possono spiegare ai propri figli cosa sta accadendo, tra mamma e papà, che cosa dovranno aspettarsi e che cosa i genitori faranno. È importante che il bambino comprenda le spiegazioni che gli vengono fornite, usando quindi un linguaggio adatto all’età. Comprendiamo che il linguaggio usato per un bambino di tre anni e uno di dieci sarà diverso. Per facilitare le cose, cerchiamo di permettere al bambino dov’è possibile contatti con l’altro genitore, dopo la visita all’altro genitore programmate un giorno tranquillo, imparate a rilassarvi insieme, ristabilite le regole e non aspettatevi di poter risolvere tutto rapidamente e mi raccomando chiedete al bambino con tranquillità quali sono i suoi timori e le sue ansie.

9. La paura della guerra e delle catastrofi ambientali

Direi che questa ormai non può essere considerata una paura che appartiene solo ai bambini, ma è anche una paura nostra. Viviamo in un momento storico, in cui, le guerre, i terremoti, i danni ambientali,esistono e stanno mettendo a rischio il nostro pianeta. Anche se volessimo proteggere i nostri figli, dalle immagini dei telegiornali, che non sono programmi per bambini, dalle informazioni catastrofiche dei rotocalchi non ci riusciremmo.
Quindi i bambini hanno bisogno di genitori, che si impegnano in difesa del nostro pianeta, affinchè possano conservare la fiducia nel bene. Non importa come, se pregando, manifestando, riciclando, l’importante è che i vostri figli vedano attraverso le vostre azioni, un comportamento a favore della vita. Tante piccole persone, che in tanti piccoli posti, fanno tante piccole cose, possono cambiare la faccia della terra.

Concludendo, possiamo dire, che nel corso della vita le paure possono cambiare e trasformarsi. Le paure hanno un inizio e una fine e se impariamo ad osservarle, non solo, possiamo apprendere molte cose su di noi, ma anche renderci conto che siamo molto di più dei nostri sentimenti. Attraverso la consapevolezza di ciò che sentiamo e proviamo aiutiamo i nostri figli ad accettare le proprie emozioni.


Biografia: Come capire e risolvere le paure dei bambini edizione Demetra.

Cristina Cubesi




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