L’INTEGRAZIONE SOMATO-PSICHICA E LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

L’integrazione somato – psichica, è una strategia strategia integrata per gestire, condividere, accettare e far pace col mondo e con le emozioni della vita stessa.

 

E’ sempre più evidente che per vivere, adattarsi alle situazioni, affrontare in modo soddisfacente le proprie relazioni con sé, la salute, il partner, la famiglia, gli amici, il lavoro, la morte e per aumentare in generale la qualità della nostra esistenza riducendo le nostre sofferenze, sia necessaria la cosiddetta “intelligenza emotiva”.

Per intelligenza emotiva intendo la capacità di scegliere e valutare consapevolmente le strategie per risolvere immediatamente un problema e realizzare un desiderio o un obiettivo, la capacità di comprendere come nascono e come agiscono in noi emozioni, sentimenti e reattività, come questi possono essere espressi ecologicamente all’esterno e come interagire con le emozioni e la sensibilità altrui, sviluppando empatia, imparando a liberarci dalla sofferenza inutile sviluppando le qualità del cuore: pace, gioia, amore, perdono, gratitudine, fiducia, rispetto, etc.

Per Hower Gardner, ricercatore presso la Harvard School of Education, esistono sette tipi di intelligenza diversi.

Nel suo libto Frames of Minds, si elencano non solo le intelligenze più riconosciute, quali la verbale e la logico-matematica, ma anche quella spazio-temporale, musicale o ritmica, motoria, interpersonale o sociale e intra-personale, che comprende la gestione del proprio mondo psichico ed emotivo. Quest’ultima sarà poi più approfondita da Goleman, il quale la definisce appunto “intelligenza emotiva”, cioè la capacità di utilizzare le proprie emozioni in modo utile, sano, intelligente e saggio.

Da diversi anni mi occupo in ambito clinico, preventivo e didattico di educazione emozionale, al fine di permettere alle persone di sentire, conoscere, comprendere, accettare, gestire e condividere ecologicamente ed in modo intelligente l’energia emotiva, i sentimenti, i desideri, le motivazioni.

Goleman sostiene che le competenze dell’intelligenza emotiva sono per esempio la capacità di motivarsi, di perseverare nonostante le avversità e le frustrazioni, di controllare i propri impulsi, di regolare il proprio umore e impedire al malessere di alterare le nostre capacità di ragionamento, di provare empatia, fiducia ed essere autentici. Sul piano interpersonale può significare usare l’intelligenze del “cuore” al fine di alimentare positivamente le relazioni esistenti, favorendo la collaborazione e il mantenimento dei legami affettivi, una gestione costruttiva dei conflitti e dei disaccordi, la comprensione ed il rispetto dei sentimenti altrui, creando sintonia e sincerità emotiva, data dal saper esprimere apertamente i propri bisogni e  desideri.

Purtroppo però, modelli culturali educativi e limitanti, repressivi, giudicanti, irridenti e la scarsa conoscenza del mondo delle emozioni, hanno fortemente sabotato la possibilità di una buona alfabetizzazione emotiva, di un uso non sadomasochista (dannoso per sé e per gli altri) dell’energia emotiva, di una corretta educazione emozionale. Viviamo in un sistema che promuove ed incentiva diverse forme di repressione, manipolazione e standardizzazione dei vissuti emotivi.

E’ più facile reprimere che non conoscere e gestire: due milioni di psicofarmaci venduti nelle farmacie nel primo semestre del 2000 solo nel Friuli Venezia Giulia; 3.000 miliardi la spesa nazionale. Un ansiolitico e un antidepressivo soppressori della paura, dell’ansia, del dolore e della tristezza sono in testa alle classifiche dei prodotti farmaceutici più venduti!

L’alcol viene ogni giorno utilizzato al fine di rendere meno estenuante la morsa dell’angoscia e della paura (l’alcol è un vasodilatatore e va a contrastare la vasocostrizione data dalla paura) e al suo fianco si trovano sigarette, cibo ingurgitato, lavoro indefesso, droghe e vari altri metodi di stordimento e quant’altro serve per non sentire ciò che siamo, la nostra vera emotività.

Gli stereotipi ai quali veniamo costantemente richiamati ad adeguarci dai media, ci vorrebbero sempre più sullo stile “uomo che non deve chieder mai”, forti, sicuri e senza emozioni. E per i più sensibili – la maggioranza – a volte senza strumenti adeguati, può essere difficile affrontare le proprie sensibilità emotive, rimanere autentici, e non venire gestiti invece di gestire le nostre emozioni.

Le emozioni mal vissute, esagerate, negate o represse si esprimono nel corpo con tensioni, blocchi energetici, perdite di energia, somatizzazioni. Ci portano conflitti interiori, disagio, disistima imbarazzo e sofferenza.

Sono molte le emozioni che spesso consideriamo negative perché ci fanno soffrire e che tendiamo ad evitare o nascondere: la paura, la rabbia, la tristezza, l’odio, il disprezzo, la colpa, la vergogna, invidia, la gelosia. Giudicandole, rifiutandole, le potenziamo; relegandole nell’inconscio crescono e diventano più forti di noi, fino a limitare la nostra vita o a dominarci. “Ciò a cui resisti persiste” C.G. Young.

Ma anche certe emozioni considerate positivamente su un piano intellettuale, come l’amore, il piacere, la gioia, l’entusiasmo, non sempre ci permettiamo di viverle pienamente.

Il primo passo per una vera gestione intelligente delle nostre emozioni è  riconoscere che nella gran parte dei casi siamo solo noi i responsabili della loro esistenza. Attraverso la nostra immaginazione, i nostri pensieri, spesso automatici, costruiscono emozioni che si percepiscono somaticamente reali ma sono totalmente virtuali, film, sogni autogenerati. L’immaginazione insieme alla nostra personale interpretazione degli eventi interiori o esteriori, sono le cause principali di ciò che chiamiamo emozioni e dipendono al 100% da noi.

Affermava Epitteto già molti secoli fa: “Non sono le cose della vita che causano le nostre emozioni, ma la nostra opinione ed interpretazione sulle cose della vita causa le nostre emozioni”. Guarire dalla sofferenza emotiva passa attraverso una profonda comprensione della nostra totale responsabilità sulle scelte dei contesti interpretativi dei contenuti della realtà. “La gioia sta negli occhi di guarda e nelle orecchie di ascolta”.

Scoprire i pensieri e le convinzioni che ci creano conflitto, riconoscere la nostra tendenza a reprimere le emozioni, comprenderne il senso imparando a condividerle amorevolmente e civilmente, scoprire come gestirle e riconoscerle come energie nel corpo (la parola emozione deriva dal latino “ex movere”, che etimologicamente significa movimento verso l’esterno), imparare a guidarle senza sopprimerle attraverso il respiro, la consapevolezza, il rilassamento, tutto ciò si può apprendere con il programma di Integrazione Somato-Psichica (I.S.P.); ed il primo passo è il seminario di 3 giorni, “L’arte della respirazione consapevole ed il mondo delle emozioni”.

Questo progetto sia in ambito terapeutico che in quello formativo/educativo ha dato ottimi risultati in diversi settori, grazie ad un protocollo integrato di tecniche naturali, disintossicanti e di potenziamento dell’intelligenza emotiva. E’ stato sviluppato molto negli anni come progetto educativo e preventivo per bambini, ragazzi, adulti. E’ diventato anche un percorso di formazione all’interno della Scuola internazionale di Naturopatia Human Quality Improvement, rivolta a medici, psicologi, operatori dei settori socio-sanitari e scolastici, che in data 08/06/01 ha aperto i battenti a Udine con la partecipazione di ricercatori, allievi, e docenti di tutta Europa e che quest’anno è ripartito con l’inizio della Scuola di Counseling Naturopatico Integrativo di 3 anni più uno.

Le emozioni ci informano sul mondo che ci circonda molto più rapidamente del ragionamento logico-deduttivo e ci guidano, se ripulite, ricordandoci ciò che amiamo e ciò che ci fa bene e serve alla nostra evoluzione, esse sono la porta verso la possibilità di sviluppare sentimenti elevati, di estasi, beatitudine, amore incondizionato, compassione, perdono, filantropia e sensibilità etica ed ecologica; possono farci sperimentare l’inferno o farci incontrare il paradiso.

In questo modo le emozioni ci danno coscienza di esistere, di vivere e di essere individui con la nostra unicità.

 

Gianluigi Giacconi

Psicologo – Direttore Didattico della Scuola di Counseling Naturopatico Integrativo

 

Bibliografia: Goleman D. Intelligenza Emotiva Cooper R.K. Sawag A. Il fattore emozione Flliozat I. Il quoziente emotivo, come usare le emozioni in modo intelligente. Rimpoche G. Come trasformare le emozioni negative Pierrakos E. Imparare ad amare Leonard J. Laut P. Rebirthing, tecniche per integrare corpo, mente e spirito Aprato C. Baba Bedi e la via della gioia Jampolsky G. Amare e lasciar andare la paura. Addio ai sensi di colpa Paciotti I. L’amore come terapia.

 

Il corso si terrà a Udine il 16-17-18 marzo e a Tarzo (TV) il 4-5-6 maggio.

 

Per INFO telefonare allo 0432-522278

 

 




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