Io sono, Io sento, Io sono libero, Io scelgo, Io amo:lo stage S.U.N.
Gianluigi Giacconi, psicologo

IO, CON CHI, VERSO DOVE, PERCHE’, E SOPRATTUTTO COME

Il S.U.N. è il frutto di una ventina d’anni del mio lavoro nel campo della ricerca e dello sviluppo personale. Propone un percorso di crescita individuale che possa consentire a chi lo intraprende di migliorare il rapporto con sé stesso, con gli altri, con i propri obiettivi.

 

Un’occasione per fare il punto della situazione riguardo a se stessi, al fine di ampliare la consapevolezza di ciò che si è, delle proprie potenzialità esistenziali ed espressive. Potenzialità che già si possiedono, ma troppo spesso vengono dimenticate e che una volta rivelate, permettono di ampliare il raggio delle proprie capacità, riconoscendo quelli che sono i condizionamenti che in questo momento ci impediscono di esprimerci completamente, che limitano il nostro benessere psicofisico  e la nostra abilità di adattarci alle situazioni in continua evoluzione.

E’ una specie di  check up, un tagliando, riguardo a come stiamo con noi stessi, con il mondo, con la vita, con le cose che facciamo.

 

Come dicono alcuni testi sacri, siamo stati fatti a immagine e somiglianza di Dio. Ed essendo Dio  la totalità, significa che dentro di noi c’è un’infinita possibilità di esprimere diversi aspetti dell’essere. Essere che è compresso, inibito dal carattere (parola che deriva dal greco charaxion = scolpito), che è appunto una scultura, una specie di prigione che delimita le nostre capacità espressive.

 

Quante volte ci piacerebbe essere più elastici, più padroni di noi stessi, o più affettuosi,  più determinati nel saper dire di no e far rispettare i nostri spazi, e non ce la facciamo?

Ecco quindi che il S.U.N. propone un lavoro di ammorbidimento della corazza, di allentamento di questa per mezzo di lavori sul corpo, le emozioni, l’intelletto, lo spirito.

Per quanto riguarda il corpo, vengono fatti molti esercizi di consapevolezza, lavorando sui centri e sui circuiti energetici, al fine di migliorare la nostra abilità di sentirci e percepirci, utilizzando strumenti di Bioenergetica, Yoga, Antiginnastica, Meditazioni tibetane.

Riguardo alle emozioni, ci si allena ad interpretare ruoli e personaggi diversi,  al fine di rendere più flessibile ed elastica la nostra capacità di esprimerle, viverle, accettarle e lasciarle andare, senza identificarsi con esse, con i mezzi offerti dalla Teatroterapia e da Giochi di Ruolo. Il gioco come conoscenza per tornare integrati e creativi.

Per un migliore utilizzo della nostra parte razionale e intellettuale, viene effettuato un lavoro teorico di comprensione del funzionamento della “macchina uomo”, abbinato a molti esercizi pratici sulla comunicazione, utilizzando conoscenze e mezzi di molteplici discipline: Gestalt, Analisi Transazionale, Enneagramma, Programmazione Neuro Linguistica.

A livello spirituale infine, ciò a cui si mira non ha niente di mistico, ma è estremamente concreto: si punta alla capacità di amare noi stessi, gli altri, la Vita, nel senso di avere l’abilità di stare in armonia, in equilibrio, in una situazione di assenza di giudizio, di apertura e accettazione del momento presente, attraverso l’utilizzo dello strumento potentissimo che è la pratica della consapevolezza nel qui e ora, della presenza alla verità di noi stessi globalmente.

 

 Lo stage è residenziale di una settimana, si svolge in una struttura a nostra completa disposizione immersa nella natura, senza interferenze esterne, sotto la supervisione di uno staff composto da otto collaboratori con esperienza pluriennale nel campo della formazione e della ricerca, provenienti da settori diversi. Vi è una particolare attenzione all’alimentazione, appositamente studiata per favorire l’elasticità e sostenere lo sforzo didattico-esperienziale.

 

E’ un intensivo: si lavora la mattina, il pomeriggio, la sera ed anche quando apparentemente non si lavora, si continua costantemente a prendersi cura di sé, a confrontarsi con il gruppo, e darsi modo di verificarsi nella relazione con gli altri.

E’ un lavoro estremamente amorevole, profondo, vero, dove si viene accompagnati con rispetto ad esplorare se stessi. Ricevendo strumenti reali, che possono produrre risultati reali.

 

In questo corso viene anche allenata la nostra capacità di compiere scelte ecologiche, intese come azioni che sono rispettose della nostra esistenza, di quella degli altri, dell’ambiente che ci circonda e che sono frutto della spontaneità.  Da non confondersi con l’istintualità, che è una schiavitù dell’anima. Spontaneo deriva dal latino “spons”, che significa volontà. Pertanto impareremo a comprendere le volontà del corpo, del cuore, della testa e dello spirito, e come allinearle a ciò che vogliamo realmente.

La capacità di scegliere in modo ecologico riguarda essenzialmente noi stessi, ed è attuabile solo se si è liberi di poter ascoltare, di poter scegliere al di là dei condizionamenti.

 

La parte finale dello stage è dedicata alla motivazione ed alla direzionalità, ovvero a come dare una direzione consapevole, amorevole, essenziale alla nostra vita. Come allineare i vari componenti del nostro essere, in maniera che, per effetto sincronico, sappiano produrre i risultati desiderati sul piano reale. Con strumenti precisi ed un lavoro profondo viene fatta una revisione su ciò che voglio fare a breve, medio e lungo termine nelle aree fondamentali della mia vita.

 

Il simbolo del corso è un omino giallo all’interno di un omino verde.

Il primo rappresenta la nostra essenza, il nostro vero Sé, la nostra natura interiore. E‘ l’insieme delle potenzialità, delle qualità, delle risorse che abbiamo ricevuto alla nascita come potenziale e chiede, come seme nella terra, di riuscire ad esprimerle nel tempo che ci viene dato in vita.

Questa è anche una visione spirituale: quando parliamo di spiritualità intendiamo proprio la ricerca di questo Sé, del proprio destino, di quella che Paolo Coelho chiamava ne “L’alchimista” “la propria leggenda personale”.

L’omino verde invece corrisponde  all’Io condizionato, a ciò che siamo diventati in seguito alle esperienze, alla famiglia, alla realtà nella  quale siamo stati inseriti. Può essere chiamato anche il nostro carattere, ciò in cui ci siamo identificati, costruendoci delle idee su come siamo o non siamo veramente. E’ la personalità, la  falsa personalità, oppure l’Ego, l’identità che mi sono costruito.

 

La vita che viviamo, il modo in cui agiamo, ciò che diciamo sono scelte che non sempre sono dettate dalla nostra parte essenziale. Anzi, spesso sono dettate dalla parte condizionata ed i condizionamenti non sempre sono proficui.

Nel’approccio integrativo il concetto di sofferenza e malattia sono fortemente collegati  a questo modello. Per aderire all’omino verde, abbiamo dovuto dare la preferenza a certi aspetti di noi, piuttosto che ad altri. Se per esempio ho cominciato da bambino a pensare che per essere amato dovevo mostrarmi buono, gentile e generoso, potenziando questi aspetti ho represso la mia parte aggressiva, grintosa, determinata.

Pertanto nell’omino verde alcune parti vengono esaltate ed altre vengono rimosse, represse, rifiutate o vissute in maniera conflittuale. Poiché questi lati comunque chiedono di essere vissuti, tanto più ignoro questi aspetti del Sé rifiutato, tanto più essi - per poter esprimere la loro energia, il loro potenziale - dovranno manifestarsi in qualche forma. Spesso attraverso delle somatizzazioni, se non delle patologie, delle problematiche esistenziali, delle sofferenze emotive e psicologiche.

 

L’integrazione non combatte il carattere, non ci fa fare la guerra con noi stessi, ma cerca piuttosto di comprendere la parte condizionata e di amarla.  Perché è nata per cercare di difenderci, per farci ottenere maggiori apprezzamenti quando eravamo bambini, ed allora era estremamente funzionale.  Quando il condizionamento permane in età adulta, impedendomi di scegliere liberamente, esso limita il mio potere personale ed il mio benessere.

Il mio fine non è combattere il carattere, ma renderlo elastico, per utilizzare le mie risorse ed avvicinare altre abilità: approfondire la mia parte di luce e  sviluppare la parte essenziale.

 

A volte non riusciamo a capire come mai gli altri non ci comprendono, perché ricevono un’impressione diversa da quella che volevamo. L’esperienza del S.U.N. è una grande occasione di scambio di conoscenze ed esperienze tra noi e gli altri. Per quanto concerne i rapporti interpersonali, si pone l’accento sulle scelte ecologiche, che riguardano la capacità di rendere la comunicazione più sana, soddisfacente per me e in grado di creare delle relazioni armoniche con gli altri. Migliorare la qualità delle mie relazioni, verificare con sincerità se le modalità con cui sto vivendo sono realmente quelle che desidero, mi piacciono, mi nutrono, mi vanno bene, o se sono solamente frutto di un condizionamento familiare, sociale o morale, è una parte sostanziale del lavoro, che possiamo definire anche un “percorso di comunicazione applicata”.

Si parte dall’idea maieutica di scoprire tutto quello che non c’entra e non funziona, per permettere a ciò che sono di liberarsi, di dimostrarsi, di essere sempre più chiaro e favorire la capacità di autodeterminazione. L’obiettivo del S.U.N. è aumentare la nostra autonomia per la nostra più piena realizzazione.

 

 




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